domenica 29 maggio 2011

Deficit sanitario 2010

Il deficit sanitario per l’anno 2010, pari a 2,32 miliardi di euro, è stato nettamente inferiore a quello registrato per l’anno 2009 che ammontava a 3,23 miliardi. Certamente questa è una notizia che lascia ben sperare ma non possiamo tacere il fatto che il disavanzo resta, comunque, enorme.

Classifica del deficit

  1. Lazio       1043 milioni
  2. Campania  495 milioni
  3. Puglia        335 milioni
  4. Sicilia        228 milioni 


venerdì 18 marzo 2011

Truffe e contenimento della spesa sanitaria

Il Procuratore regionale della Corte dei Conti per il Veneto Carmine Scarano, durante la relazione sull’attività svolta nel 2010, ha segnalato agli amministratori regionali casi di “illecita maggiorazione dei rimborsi spettanti, da parte di varie strutture private accreditate, con conseguenti danni al Servizio Sanitario”. Nella circostanza il Procuratore ha chiesto maggiori controlli da parte della Regione e delle Asl plaudendo altresì ad alcune iniziative già intraprese.

Emergono due dati:

1) Il controllo della spesa pubblica non può prescindere da sistematici controlli.

2) Le aggressione truffaldine al Fondo Sanitario vengono perpetrate in tutta Italia, anche nel Nord – Est.

martedì 15 marzo 2011

Mobilità sanitaria passiva, classifica 2010

Milioni di euro in passivo

  1. Campania - 318
  2. Calabria   - 240
  3. Sicilia      - 209
  4. Puglia      - 178

Tempi di ricovero e contenimento della spesa

La Corte Suprema di Cassazione con la sentenza 8254/2011 della quarta sezione penale ha affermato un importante principio: 

La volontà(1) di contenere la spesa sanitaria non può prevalere sul diritto alla salute dei cittadini e le dimissioni dei pazienti dagli ospedali devono essere decise solo in base a valutazioni di ordine medico. Infatti se le linee guida in uso negli ospedali «dovessero rispondere solo a logiche mercantili», il rispetto delle stesse «a scapito dell'ammalato, non potrebbe costituire per il medico una sorta di salvacondotto, capace di metterlo al riparo da qualsiasi responsabilità, penale e civile, o anche solo morale».

Secondo la Suprema Corte le linee guida possono «legittimamente essere ispirate anche a logiche di economicità di gestione purché non siano in contrasto con le conclamate esigenze di cura del paziente».

(1) La necessità, oserei dire.